venerdì 25 novembre 2016

Cécile McLorin Salvant & Jacky Terrasson


La ricetta di Cécile McLorin Salvant è all'apparenza semplice: bella voce, presenza scenica, profonda conoscenza della tradizione, grandi doti d'interprete. Per niente semplice è trovare tutti questi elementi combinati in un'artista di appena ventisette anni che ha vinto un Grammy Award per il miglior album jazz vocale. Quanto a Jacky Terrasson, a venticinque anni accompagnava la leggendaria cantante Betty Carter e a ventotto vinceva il Thelonious Monk Award come miglior pianista. Francese per parte di padre, americano per parte di madre, è dotato di una tecnica da virtuoso e ha all'attivo una ventina di dischi a proprio nome. Si può stare sicuri che, insieme, faranno faville. (fonte: Auditorium Parco della Musica)

Cécile McLorin Salvant voce
Jacky Terrason pianoforte 
Stephane Belmondo tromba 
Leon Parker batteria 
Burniss Travis contrabbasso





















martedì 22 novembre 2016

Marcello Rosa e Filippo La Porta - JAZZTALES

Marcello Rosa (Trombone e direzione musicale)
Filippo La Porta (Percussioni e voce narrante)
Andrea Verlingieri (Sax tenore)
Paolo Tombolesi (Piano)
Alessandro Marzi (Batteria)
Toto Giornelli (Contrabbasso)
Una passeggiata musical-letteraria tra New Orleans e Napoli, Parigi e Toledo, Buenos Aires e Londra. Ogni città ha un suono, a volte esplicito altre volte segreto: basta saperlo ascoltare. Jazztales vi accompagna in una passeggiata musicale che tocca dieci città, mescolando pezzi originali a brani celebri, e suggerendovi alcune letture di scrittori e poeti che hanno rappresentato queste città.







sabato 19 novembre 2016

Stanley Jordan & Billy Cobham


Stanley Jordan, chitarre, piano, voce
Billy Cobham, batteria


Dire Stanley Jordan e Billy Cobham significa nominare due leggende della fusion (e anche del jazz, senza ulteriori specificazioni). Stanley Jordan ha rivoluzionato la tecnica della chitarra elettrica facendo leva sulla sua precedente esperienza come pianista: ha così creato il “touch” (o “tapping”), grazie al quale la chitarra viene suonata come fosse un pianoforte. Billy Cobham ha prestato la sua batteria a una miriade di registrazioni storiche, realizzate da maestri come Miles Davis, John McLaughlin (storia la sua collaborazione nella Mahavishnu Orchestra), Carlos Santana, George Benson, Stanley Clarke, per non parlare dei suoi tanti dischi da leader. Due artisti che, insieme, fanno faville e promettono un concerto ad alto tasso di spettacolarità. 
(fonte: Auditorium Parco della Musica)







domenica 22 maggio 2016

Simona Molinari

Simona Molinari in tour con il nuovo album “Casa Mia”, un piccolo gioiello musicale in cui l’artista napoletana torna alle sue origini, reinterpretando per la prima volta alcuni standard jazz. Nel disco sono contenuti dieci brani evergreen, suonati dalla storica band di Simona, La Mosca Jazz Band, arricchiti dalla preziosa partecipazione della Roma Sinfonietta, per un disco che ben rispecchia l’anima della Molinari, una delle artiste più eleganti del panorama musicale italiano. «Dopo tanta strada fatta…torno a Casa Mia – dichiara Simona Molinari – Riparto da lì, dal jazz a modo mio, dalla colonna sonora della mia vita. Mi sono detta: “la prendo e la registro tutta!”…e così ho fatto. Ho preso i vinili che ho (e ne ho davvero tanti) e ho scelto i brani che volevo cantare. E così, per la primissima volta, mi cimento in studio su un terreno su cui mi sono appassionata tante volte live fin da quando ero piccola, il jazz…». Simona Molinari ha collaborato con artisti di fama mondiale come Al Jarreau, Gilberto Gil, Peter Cincotti, Andrea Bocelli, Lelio Luttazzi, Massimo Ranieri, Ornella Vanoni e molti altri, esibendosi nei teatri, nei jazz club e all’interno delle manifestazioni più importanti del mondo, dal Blue Note di New York al Teatro Estrada di Mosca, dal Premio Tenco al palco di Umbria Jazz.








giovedì 12 maggio 2016

Marcello Rosa e Filippo La Porta

Filippo La Porta e Marcello Rosa in concerto all'Auditorium
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Raccontando gli scrittori che hanno raccontato o “mimato” il jazz nel loro stile, da Scott Fitzgerald a Jack Kerouac, da Faulkner a Ellison, da Langston Hughes a Leroy Jones, dai futuristi a Fenoglio e Gianni Celati, dalle avanguardie a Céline, da Boris Vian a Cortazar e Murakami, commentando la lingua che usano, descrivendo la loro idea di scrittura, nel corso dello spettacolo si mette a fuoco l’idea di una letteratura jazz, o “sincopata” (così i futuristi chiamavano il nuovo genere di importazione americana), caratterizzata soprattutto da un elemento di rischio, di avventura e di gioco.Lo spettacolo consiste in una dozzina di brani musicali (composizioni di Rosa, standard riarrangiati, riletture originali di classici come “’A vucchella” di D’Annuzio-Tosti o “Mack the knife”) tra loro collegati da brevi raccordi verbali - letture di poesie, di brani di narrativa, di articoli, etc. - in un racconto unitario che a volte diventa un dialogo tra la voce narrante, Filippo La Porta e il direttore artistico Marcello Rosa.