martedì 4 luglio 2017

Aeham Ahmad

Aeham Ahmad ha una storia difficile alle spalle, iniziata a Yarmouk, campo profughi palestinese nella periferia di Damasco dove è nato nel 1988. Proprio qui si è avvicinato alla musica classica, diplomandosi al Conservatorio.
Nel volgere degli ultimi anni Ahmad ha deciso di reagire, agli orrori della guerra portando il suo pianoforte per le strade, tra le macerie, suonando le sue composizioni, accompagnato al violino da suo padre, anch’egli musicista. La musica può combattere il terrore, questa la sua aspirazione. I video dei suoi concerti tenuti nel campo profughi hanno fatto il giro del mondo, tanto da attirare l’attenzione dei miliziani dell’Isis che due anni fa hanno incendiato il suo amato pianoforte, uccidendo anche un bambino che stava ascoltando la sua musica
Ahmad ha così deciso di partire quel luogo martoriato dalla violenza e di andare a vivere in Germania, nella cittadina tedesca di Wiesbaden. Ora la sua vita è cambiata, è un’altra persona, è un pianista di professione. 
Nell’agosto 2016 ha pubblicato il suo primo disco, Music For Hope, che vuole raccontare il dramma della guerra in Siria fondendo la musica classica con il canto arabo.

Lo scorso 30 giugno ha aperto Atina Jazz 2017 esibenbosi presso l’Abazia di Montecassino.













giovedì 1 dicembre 2016

Omar Sosa & Yilian Cañizares

Cuba, ma non solo. Perchè è vero che Omar Sosa e Yilian Cañizares sono entrambi cubani, ma è anche vero che sono due giramondo, nella cui musica si riflette una quantità di esperienze diverse. Sosa ha studiato pianoforte jazz alla prestigiosa Escuela Nacional de Musica dell’Avana, poi ha vissuto in Ecuador, negli Stati Uniti e in Spagna. 
È capace di incorporare nella sua tastiera la tradizione cubana, la world music, la musica classica, i rituali della santeria, persino il rap e l’hip-hop. 
Yilian Cañizares è cantante e violinista: nata a L’Avana, ha studiato in Venezuela e vive in Svizzera. Oltre al jazz e alla musica classica, il suo stile dimostra un profondo interesse per le sue radici africane. Da un incontro del genere, ci si deve aspettare una musica lontana da tutti i sentieri prevedibili. (fonte: Auditorium Parco della Musica)

Omar Sosa: pianoforte, fender rhodes, tastiere. 
Yilian Cañizares: violino, voce.














venerdì 25 novembre 2016

Cécile McLorin Salvant & Jacky Terrasson


La ricetta di Cécile McLorin Salvant è all'apparenza semplice: bella voce, presenza scenica, profonda conoscenza della tradizione, grandi doti d'interprete. Per niente semplice è trovare tutti questi elementi combinati in un'artista di appena ventisette anni che ha vinto un Grammy Award per il miglior album jazz vocale. Quanto a Jacky Terrasson, a venticinque anni accompagnava la leggendaria cantante Betty Carter e a ventotto vinceva il Thelonious Monk Award come miglior pianista. Francese per parte di padre, americano per parte di madre, è dotato di una tecnica da virtuoso e ha all'attivo una ventina di dischi a proprio nome. Si può stare sicuri che, insieme, faranno faville. (fonte: Auditorium Parco della Musica)

Cécile McLorin Salvant voce
Jacky Terrason pianoforte 
Stephane Belmondo tromba 
Leon Parker batteria 
Burniss Travis contrabbasso





















martedì 22 novembre 2016

Marcello Rosa e Filippo La Porta - JAZZTALES

Marcello Rosa (Trombone e direzione musicale)
Filippo La Porta (Percussioni e voce narrante)
Andrea Verlingieri (Sax tenore)
Paolo Tombolesi (Piano)
Alessandro Marzi (Batteria)
Toto Giornelli (Contrabbasso)
Una passeggiata musical-letteraria tra New Orleans e Napoli, Parigi e Toledo, Buenos Aires e Londra. Ogni città ha un suono, a volte esplicito altre volte segreto: basta saperlo ascoltare. Jazztales vi accompagna in una passeggiata musicale che tocca dieci città, mescolando pezzi originali a brani celebri, e suggerendovi alcune letture di scrittori e poeti che hanno rappresentato queste città.







sabato 19 novembre 2016

Stanley Jordan & Billy Cobham


Stanley Jordan, chitarre, piano, voce
Billy Cobham, batteria


Dire Stanley Jordan e Billy Cobham significa nominare due leggende della fusion (e anche del jazz, senza ulteriori specificazioni). Stanley Jordan ha rivoluzionato la tecnica della chitarra elettrica facendo leva sulla sua precedente esperienza come pianista: ha così creato il “touch” (o “tapping”), grazie al quale la chitarra viene suonata come fosse un pianoforte. Billy Cobham ha prestato la sua batteria a una miriade di registrazioni storiche, realizzate da maestri come Miles Davis, John McLaughlin (storia la sua collaborazione nella Mahavishnu Orchestra), Carlos Santana, George Benson, Stanley Clarke, per non parlare dei suoi tanti dischi da leader. Due artisti che, insieme, fanno faville e promettono un concerto ad alto tasso di spettacolarità. 
(fonte: Auditorium Parco della Musica)







domenica 22 maggio 2016

Simona Molinari

Simona Molinari in tour con il nuovo album “Casa Mia”, un piccolo gioiello musicale in cui l’artista napoletana torna alle sue origini, reinterpretando per la prima volta alcuni standard jazz. Nel disco sono contenuti dieci brani evergreen, suonati dalla storica band di Simona, La Mosca Jazz Band, arricchiti dalla preziosa partecipazione della Roma Sinfonietta, per un disco che ben rispecchia l’anima della Molinari, una delle artiste più eleganti del panorama musicale italiano. «Dopo tanta strada fatta…torno a Casa Mia – dichiara Simona Molinari – Riparto da lì, dal jazz a modo mio, dalla colonna sonora della mia vita. Mi sono detta: “la prendo e la registro tutta!”…e così ho fatto. Ho preso i vinili che ho (e ne ho davvero tanti) e ho scelto i brani che volevo cantare. E così, per la primissima volta, mi cimento in studio su un terreno su cui mi sono appassionata tante volte live fin da quando ero piccola, il jazz…». Simona Molinari ha collaborato con artisti di fama mondiale come Al Jarreau, Gilberto Gil, Peter Cincotti, Andrea Bocelli, Lelio Luttazzi, Massimo Ranieri, Ornella Vanoni e molti altri, esibendosi nei teatri, nei jazz club e all’interno delle manifestazioni più importanti del mondo, dal Blue Note di New York al Teatro Estrada di Mosca, dal Premio Tenco al palco di Umbria Jazz.